Una lettera d’amore all’umanità

Leymah si rende conto di poter fare la differenza. È sempre più coinvolta. A volte è costretta a lasciare i figli alla sorella e la sera, tornando a casa, prende ancora più botte di prima. Ma non le importa. Perché ormai ha uno scopo. “La me diciassettenne non avrebbe mai accettato questa vita. Non per colpa della guerra, non per colpa dei figli. Ora so di valere. Ho 26 anni e merito di meglio. Sono forte.”

A volte le storie più belle sono quelle vissute: ce lo dimostra il fumetto di Pénélope Bagieu, che racconta il ruolo della donna (e non solo) nella storia. Con colori accesi e ironici la fumettista francese porta sulla carta vite di forza e di coraggio, ma anche di paura, di gentilezza e caparbietà.

“Ricordate la persona triste e timida che ha lasciato l’America? Non esiste più. La natura ha fatto un errore che ho corretto. Ora sono vostra figlia.”  

In anni in cui tutto ha un prezzo, tutto è sostituibile e la sensazione di non essere abbastanza sembra soffocarci, 15 “Indomite” ci invitano a non avere paura della diversità, prima fra tutte la nostra.

Atleta? Attrice? Businesswoman? Difficile inquadrare la carriera di Annette Kellerman… anche se, volendola riassumere, si potrebbe dire così: “Ho aiutato le donne a liberare i loro corpi.”

Clémentine Delait ci spiega come trasformare il proprio punto debole nella nostra forza, mentre dall’infanzia di Annette Kellerman apprendiamo la lezione più difficile di tutte: la malattia può spezzare, è vero,  ma può anche aprirci strade inaspettate. Basta solo non arrendersi, provarci e riprovarci fino a trovare un destino diverso, ma non questo meno glorioso. Tove Jansson ci racconta il diritto di coltivare la propria intima felicità e la capacità di saper dire “basta” quando qualcosa che amiamo inizia a ferirci. Christine Jorgensen ci mostra come affrontare gli imprevisti, anche quelli più grandi, senza lasciarci sopraffare; come combattere per avere un corpo che sappia davvero parlare di noi, senza avere il timore di mostrarci per quello che siamo. Josephina van Gorkum incarna la forza di un amore che riesce ad andare oltre, a superare ogni ostacolo, perfino dopo la morte. Giorgina Reid ci racconta la perseveranza, l’instancabilità di un sogno e come custodire la luce.

Nonostante abbia fondato un impero e sia ancora oggi l’artista più famosa della Finlandia non ha mai perso di vista le sue priorità: “Solo la passione e la felicità sono sincere. Essere costretta a fare qualcosa non ha mai reso felice né me né le persone che mi circondano.”

Dall’antica Grecia all’occupazione nazista, dall’Africa alla Finlandia queste storie arrivano dentro le nostre case e ci spingono a metterci in discussione. Il grande femminismo assume qui il ritratto di singole esistenze che rivendicano il loro diritto ad “essere”, anche quando sembra irrealizzabile, anche quando appare incomprensibile ai più. Pénélope Bagieu con colori forti ci disegna il coraggio di andar via e quello di restare, di trasformarci e di rimanere noi stessi.

Delia è ormai senza un lavoro. Ha cinquant’anni. Decide di organizzare la sua prima spedizione in Africa in solitaria. Dall’oceano indiano al deserto dei dancali, su una piroga o su un cammello, Delia è la prima donna ad attraversare l’intero continente africano. Si appassiona all’etnografia. Gli anni che seguono sono dedicati allo studio del misterioso popolo dei pigmei, da cui Delia è affascinata. Alla fine, pubblica i risultati delle ricerche legate ai primati. Delia Akeley si ritira in Florida, a quasi cento anni. Fulgido esempio di una seconda metà della propria vita decisamente ben spesa.

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