Che sia un 2019 di incertezza

Il 21 dicembre del 1817 Keats scriveva a George e Tom che la qualità che rendeva un poeta davvero tale era la capacità negativa, ovvero quella “di stare nell’incertezza, nel mistero, nel dubbio senza l’impazienza di correre dietro ai fatti e alla ragione”.

Ogni anno, il 31 dicembre lo stomaco mi si attorciglia e il mio tempo sembra a poco a poco dilatarsi fino a fermarsi poco prima della fine. Mentre tutti si affrettano per partire nella loro versione migliore allo sparo di inizio (l’ansia dei giorni precedenti alla ricerca del vestito adatto da indossare ne è una testimonianza), io mi sento bloccata dalle moltissime possibilità che il nuovo anno sembra portare e dall’idea che quasi sicuramente sceglierò male come sempre. La verità è che quelle possibilità non sbocciano quasi per miracolo il 1 di gennaio, ma ci sono sempre. Posso cominciare la dieta anche di mercoledì, nessuno studio ha mai confermato che cominciarla di lunedì assicura risultati migliori; posso dire basta a una relazione che mi fa star male già oggi, subito, senza sentirmi obbligata a concedere una seconda/decima/quarantesima possibilità; posso indossare quel nuovo vestito che mi piace tanto già per andare al volo al supermercato, perché mai dovrei aspettare sabato sera? Rimaniamo ogni dicembre delusi dall’anno quasi concluso da non vedere l’ora di gettarci in quello nuovo. Siamo talmente insoddisfatti di ciò che abbiamo, da buttare tutto nella speranza di qualcosa di migliore. Se non sono riuscita a perdere quei 30 chili o ad ottenete la promozione che credo mi spetti, allora tutto quello che ho amato, guadagnato o custodito ha importanza ma nemmeno poi molta. Così quell’ultimo dell’anno ci affanniamo a stilare liste su liste di buoni propositi, a dare una nuova forma alla nostra vita, senza considerare quello che già ci definisce. Solo quando decidiamo di saltare nel vuoto possiamo davvero iniziare a sperare, solo se accettiamo l’idea di essere vulnerabili possiamo farlo. Questo non implica il non avere obiettivi, l’abbandonare i progetti o non coltivare i sogni, ma semplicemente rimanere aperti al nuovo con uno sguardo al passato. La mia lista di quest’anno non conterrà nessun buon proposito (anche se anch’io avrei bisogno di un abbonamento in palestra e di trovare un lavoro) ma nove moniti che il 2018 mi ha suggerito o aiuto a coltivare:

1) Allena la leggerezza: non trascurarla, una mattina d’inverno lascia i capelli sciolti e vai dove quel giorno non ti avrebbe portato, guarda quello che ti saresti persa.

2) Non abbandonarti: spesso il tempo e gli impegni ti divorano da dentro, anche quando stacchi da lavoro o finisci di lavare i piatti. Non permettere loro di farti dimenticare ciò che conta davvero, ciò che ti rende diversa dal tuo collega e dalla vicina di casa, ciò che ti fa brillare lo sguardo.

3) Circondati della tua meraviglia: che sia un profumo, un bancone di dolci, un panorama di montagna o una biblioteca, abbi un luogo in cui sentirti al sicuro.

4) Concediti un respiro profondo: il tempo per pensare, quello per sentire, per respirare non è mai tempo perso. Ricordati di raccoglierti, di fare il punto, di liberarti per un momento di tutto ciò che ti circonda e di concentrarti su quello che hai dentro.

5) Non stancarti mai di andare: di conoscere nuovi posti, sapori, odori, storie. Solo così oggi sarà diverso da ieri e meno ricco di domani.

6) Lasciati guidare da chi ha cuore: da chi si scioglie i capelli e li rilega subito dopo, da chi sorride tanto, sorride sempre, sorride come quelli che lo fanno mentre intrecciano le dita per l’emozione. Da chi quando li abbracci sono tutti lì, tutti addosso al cuore e stringono forte per trattenerti un pochino con sé. Da chi si vede da un miglio che ritornano sempre al mare, di chi anche se balbettando non si sottraggono mai quando si tratta di parlare dei muri che sono riusciti a buttare giù e della stanchezza di quelli che ancora rimangono. Da chi ha detto mille volte grazie e altre mille si è domandato se davvero se lo merita. Da chi ti guarda in silenzio e non si perde neppure un tremito.

7) Non trattenerti: ama. Non aspettare domani, quando si tratta di emozioni bacia, abbraccia, arrabbiati, piangi senza sentirti inopportuna, di troppo e a disagio.

8) Guardati con altri occhi. Ogni tanto non vederti sempre e solo come un bicchiere mezzo vuoto; lascia da parte timidezza, testardaggine, ansia e timore e sorprenditi mentre sorridi.

9) Abbi il coraggio di arrivare in fondo. Perché una fine c’è sempre, anche quando ti sembra impossibile riuscire a farcela, quando si nasconde, quando la strada sembra allungarsi. Ama quello che fai e non aver paura di non riuscire.

Io al 2019 non voglio chiedere nulla, che a dirli ad alta voce i desideri si sa che non si realizzano. Una cosa però voglio scrivermela qui, così da ritrovarla sempre ogni volta che nemmeno so di averne bisogno: sposa l’incertezza, perché le cose più belle le porta solo quella. Concediti di sbagliare strada e trovare un posto così bello da non poterlo nemmeno immaginare, di perder tempo in fila alla posta e fare amicizia con un vecchietto che ti ricorda quanto sei carina, di sbagliare regalo e conoscere qualcosa di quella persona che davi per scontata, di vedere un brutto film e ricordarti quanto ami quel classico intramontabile.

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