Un amore di carta – Alla ricerca di Julie

 

<<Bene, tutto a posto, signor… Vignolles, è così, Guylain Vignolles. Problemi particolari da segnalare? La trovo in forma, nonostante un peso al limite inferiore della curva.>> No, non è tutto a posto, ebbe voglia di rispondere Guylain. Aspetto il ritorno di un padre morto da ventotto anni, mia madre mi crede dirigente in una società editoriale. Ogni sera racconto la mia giornata a un pesce, il mio lavoro mi ripugna a un punto tale che mi capita di vomitare l’anima, e per coronare il tutto mi sto invaghendo di una ragazza che non ho mai visto. In sintesi, dunque, nessun problema, salvo che in ogni campo mi trovo pur sempre un pochino <<al limite inferiore della curva>>, se capisce cosa intendo. Invece Guylain rispose con un laconico <<Non c’è male>>.

“Un amore di carta” è uno di quei libri che finiscono esattamente dove dovrebbero cominciare. Quei libri che leggi quasi come se stessi prendendo la rincorsa e lì, quando il salto dovrebbe iniziare: il vuoto, il vuoto di una storia che solo tu che leggi puoi raccontarti. Una di quelle storie da scrivere e riscrivere, che si adatta a tutte le serate, quelle NO a cui dare un finale amaro per sentirti meno sola o quelle SI in cui vuoi vestirti di una storia che sia come ti senti dentro. Una storia come il “Mancarsi” di De Silva. “Un amore di carta” è un insieme di ricerche, di ricerche che alla fine ci riescono a portare dove dovevano fin dall’inizio: 

  • Guylain e la ricerca di quella donna le cui parole lo hanno accompagnato a lavoro, distratto dalla nausea di un lavoro che detesta, stretto forte prima di addormentasi;
  • Giuseppe alla ricerca disperata delle sue gambe, di quelle che gli erano state sottratte un giorno come un altro e che avevano comunque trovato il modo di tornare a casa;
  • Yvon che cerca da sempre un pubblico a cui raccontarsi in alessandrini, a cui raccontare le storie della sua vita;
  • Julie che ancora non riesce ad arrendersi e un po’ lo cerca e un po’ lo aspetta ancora il suo principe azzurro che la venga a prendere all’uscita del centro commerciale in cui lavora.

“Una volta all’anno, all’equinozio di primavera, io riconto. Così, solo per vedere, verificare che non c’è mai niente che cambia. In quel momento dell’anno così particolare in cui la notte e il giorno si dividono il tempo in parti uguali, io riconto con l’idea stramba e segreta che forse sì, forse un giorno anche una cosa a priori talmente immutabile come il numero di maioliche che rivestono il mio feudo dal pavimento al soffitto possa cambiare. è inutile e stupido, tanto quanto credere nell’esistenza del principe azzurro, ma in me c’è una parte di bambina che non vuole morire e che, una volta all’anno, vuole credere al miracolo. Le conosco a memoria, le mie piastrelle.[…] No, le mie attenzioni vanno più che altro a quelle storte, crepate, a quelle ingiallite, sbreccate, a tutte quelle che il tempo ha storpiato e che conferiscono al luogo, oltre a questa sottile patina rétro che ho finito per amare, un tocco d’imperfezione che stranamente mi rassicura. “è nelle cicatrici dei volti rovinati che si possono leggere le guerre, Julie, non nelle foto dei generali fasciati nelle uniformi inamidate e stirate di fresco” mi ha detto mia zia un giorno […] “

Con delicatezza Julie scivola nelle giornate di Guylain, con una dimenticanza che riesce a incastrarsi alla perfezione alle abitudini di un uomo che, se non fosse per quelle parole che si appiccica addosso sul treno delle sei, nessuno noterebbe mai. Le parole di Julie divengono l’ attimo di respiro di un uomo che non sapeva di averne bisogno, a cui bastava contare i lampioni nel tragitto da casa alla stagione per tenere il cuore e i pensieri a bada.

“Un amore di carta” ti accarezza con la delicatezza che solo le storie francesi sanno usare, riesce ad arrivare lì dove solo le cose profonde arrivano ma senza la violenza delle parole taglienti. “Un amore di carta” costruisce una realtà altra da quella grigia della quotidianità di un lavoro sfiancate che non ci rappresenta, di una società che ci vuole capaci di un amore da 7 minuti.

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